Artisti

BRUNO CECCOBELLI  - Fotogallery Opere

Bruno Ceccobelli nasce nel 1952 a Monte Castello di Vibio, vicino Todi. Frequenta l’Accademia di Belle Arti a Roma, diplomandosi in scenografia. Nel 1977 presenta nello spazio autogestito La Stanza, sorto a Roma per iniziativa di alcuni artisti tra i quali Stefano Di Stasio, Giuseppe Gallo, Pizzi Cannella, le due mostre personali “Palazzo d’inverno” e “Gewaltverwirrungen”. Allo stesso anno risale la personale nella galleria Spazio Alternativo. Nel 1978, accanto a Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Angelo Segneri, Francesca Woodman, espone nella sua prima mostra collettiva alla galleria romana di Ugo Ferranti, con il quale avvia un intenso rapporto di collaborazione, rinnovato con le personali del 1979 e del 1981 e con la collettiva “Artemisia” nel 1980. Nello stesso anno è invitato alla Biennale di Belgrado e alla Biennale des Jeunes a Parigi. Nel 1981 risale la prima mostra da Yvon Lambert a Parigi, dove esporrà ancora nel 1987 e nel 1989 e la collettiva “Bianchi, Ceccobelli, Dessì, Gallo” che il Groninger Museum volle dedicare a questa singolare compagine di artisti. Dopo aver condiviso con Bianchi, Dessì e Roberto Pace uno studio in vicolo della Renella a Trastevere, nei primi anni ’80 si trasferisce nell’ex pastificio Cerere nel quartiere di San Lorenzo. In quello stesso spazio nel 1984 Achille Bonito Oliva cura la mostra “Ateliers”, dove gli artisti aprono i loro studi. Nasce così il Gruppo di San Lorenzo composto da: Bruno Ceccobelli, Gianni Dessì, Giuseppe Gallo, Nunzio, Pizzi Cannella, Marco Tirelli. Tra le tappe più significative di questi anni si ricordano le personali alla galleria Swart di Amsterdam e alla galleria Weber di Torino nel 1982, da Salvatore Ala a New York nel 1983, l’anno successivo da Mario Diacono a Roma, le mostre da Gian Enzo Sperone a Roma e a New York tra il 1984 e il 1986 e importanti collettive a Stoccarda, New York e Londra. E’ invitato nella sezione “Aperto 84” della XLI Biennale di Venezia, dove torna ad esporre 1986. Sempre nello stesso anno partecipa alla Biennale di Sidney e alla Quadriennale di Roma, dove ritornerà anche nell’edizione del 1996. Il 1988 si apre con la mostra “Le figure, le case, i pozzi”, presentata a New York, Roma e Madrid. Tra la fine degli anni ottanta e il nuovo decennio espone in numerose gallerie all’estero; è a Basilea, Barcellona, Colonia, Francoforte, Vienna, Amsterdam, Montreal, Toronto. Allo stesso periodo risale la partecipazione alle mostre “Roma interna” curata da Lorand Hegyi, “Una generazione a Roma” a Perugia e Umbertilde nel 1992. Nel 1993 gli vengono dedicate due mostre antologiche, rispettivamente al Museum Centre Saydie Bronfman di Montreal e alla Galleria d’Arte Contemporanea di Rimini. Seguono poi altre antologiche: “Symbolica” presso la Galleria d’Arte Contemporanea di Riccione nel 2000, “Classico eclettico” al Museo Archeologico di Villa Adriana a Tivoli nel 2003, quelle al City Art Museum di Lubiana in Slovenia nel 2004 e al Guastalla Centro Arte di Livorno nel 2005. Ceccobelli da sempre accompagna il suo lavoro con riflessioni teoriche. Fra le pubblicazioni sono da ricordare in particolare Color Bellezza (2003) e Tempo senza tempo della pittura (2005). Dopo l’esordio in ambito concettuale, le opere di Ceccobelli si vanno caratterizzando per l’uso di materiali naturali ai quali l’artista riconosce energie pure. Considera l’arte “taumaturgica”, una cura miracolosa per l’uomo, fonte di rivelazione e verità. Attraverso il recupero di elementi e oggetti prelevati dalla realtà e assemblati mediante la pittura, concilia astrazione e figurazione; le immagini che ne scaturiscono sono sempre ricche di simboli e hanno un riferimento alla cabala e all’alchimia.

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